Promuovere la musica emergente in radio - Fabio Piccolino

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C'è chi dice che la radio sia un mezzo (quasi) obsoleto o che sia in una fase di transizione integrandosi con i social media e con il web. E' pur sempre vero che la radio resta ancora un mezzo privilegiato per scoprire nuova musica.

Di quale radio stiamo parlando? Dei grandi network generalisti che passano solo musica di artisti già affermati? Che ne sarà della musica emergente e delle band legate a piccole etichette indipendenti o che si autoproducono?

Forse è più corretto affermare che la radio necessita di creare esperienze multicanale, di estendere i suoi benefici nel tempo oltre la messa in onda di questo o quell'altro brano, se l'intenzione è quella di essere ancora un canale importante per la promozione della musica emergente.

In questa video intervista ne parliamo con Fabio Piccolino, co-autore del format web radiofonico dedicato alle promozione delle band emergenti "Rock e i suoi fratelli", in onda tutti i giovedi su Radio Meridiano12 alle 18:15 in Fm per la zona di Roma e provincia sulle frequenze 97.5 oppure in streaming.

 

Cos'è Rock e i suoi Fratelli - Fabio Piccolino

“Ciao sono Fabio Piccolino di Rock e i suoi fratelli.
Rock e i suoi fratelli è un progetto che nasce per dare voce alle migliori realtà della musica emergente italiana. Siamo nati nel 2007 come trasmissione radiofonica, abbiamo fatto esperienza in alcune web radio per poi sbarcare un paio di anni fa in Fm su Radio Meridiano12.

Inizialmente il nostro programma radiofonico era dedicato alle varie storie del rock con un’attenzione a tutto quello che era nuovo, quindi sempre un ospite in studio, sempre un artista emergente.
Quando siamo sbarcati in FM abbiamo tentato di migliorarci e di ampliare il nostro lavoro, abbiamo pensato “..ma perché fermarci alla radio quando abbiamo la possibilità di fare tante cose.. siamo un gruppo di persone mediamente brave, c’è chi fa radio, chi fa il fotografo, chi fa i video, chi scrive…”, quindi abbiamo unito le forze ed abbiamo creato rockeisuoifratelli.it,
Rock e i suoi fratelli è innanzitutto un megafono per la radio, con tutti i podcast delle trasmissioni, tutti gli appuntamenti, dopo di che c’è la parte dedicata alla musica emergente italiana.

Siamo convinti che l’Italia sia piena di talenti inespressi e che non ci siano i giusti spazi per farli conoscere: noi facciamo la nostra parte attraverso recensioni, consigli musicali, cioè quello che a noi piace, lo consigliamo; raccontiamo i concerti che andiamo a vedere, proprio perché la musica dal vivo è un altro megafono importante per la musica emergente italiana. In più c’è la parte video: abbiamo unito le forze, siamo entrati in uno studio di registrazione ed abbiamo registrato alcuni live all’interno del Boiler Studio.”

 

Organizzare concerti in modo alternativo: il progetto Boiler Studio

“ Il Boiler Studio è un piccolo studio di registrazione indipendente gestito da amici all’interno del quale abbiamo pensato di costruire piccoli concerti esclusivi, cioè l’idea era quella di portare le band che ci piacciono, quelle che consideriamo valide e a cui vogliamo dare spazio, in una sala prove e dar loro la possibilità di suonare per noi.

Abbiamo cosi messo la band all’interno della sala di registrazione, qualche telecamera intorno ed abbiamo registrato dei video che in seguito sono stati condivisi su youtube e sui vari social network. I gruppi che hanno suonato nel Boiler Studio sono piuttosto importanti, ad esempio Bud Spencer Blues Explosion, Eva Mon Amour, Luminal, Dolce Vena.

Il problema del Boiler Studio è che si tratta di una bellissima cosa, ma ha dei costi, delle difficoltà proprio perché c’è un lavoro professionale alle spalle: c’è uno studio, ci sono diversi video maker, c’è una parte relativa alla lavorazione dell’audio, il quale viene ripreso in maniera professionale e c’è tutto un lavoro di montaggio e di distribuzione. A noi piacerebbe continuare a farlo ancora per molto, di base siamo bloccati da tutto questo perché ci sono delle grosse spese da affrontare e quindi siamo molto vincolati.”

 

Come è cambiata la radio grazie ad internet

“In questi anni la radio ha mantenuto e mantiene sempre il suo fascino, la sua grandiosità. Di sicuro, con il web e le nuove tecnologie è cambiata abbastanza: hai la possibilità di promuovere e condividere il tuo lavoro in radio, puoi scaricare i podcast quindi non è più la logica del broadcast “vai in onda in questo momento e se te lo sei perso, cavoli tuoi…”.

Adesso hai la possibilità di ascoltare le cose on demand, le puoi scegliere, ad esempio voglio sentire Rock e i suoi fratelli su Radio Meridiano 12, lo posso fare quando e dove ti pare e piace. Questi importanti cambiamenti hanno influito anche sulla costruzione della trasmissione radiofonica, perché tu vai in onda non più sapendo che vai in onda solo in quel momento, ma sapendo che la trasmissione potrà essere riascoltata, rivista, condivisa, estrapolata, tagliata.
D’altra parte si mantiene l’aspetto dell’unicità della radio, del suo ascolto in automobile, in casa per quanto più tu possa ascoltarla dal computer.
La radio conserva ancora questa caratteristica di mezzo di informazione pregnante che sta sul momento e nel cuore della gente: di fronte ad un mondo che ti spara immagini da tutte le parte, la radio invece mette al centro le voci, l’ascolto. Ascoltare è diverso, puoi immaginare tutto un mondo.”

 

Quanto è ancora importante la radio per le band indipendenti

Per quanto riguarda le band emergenti, la radio è un veicolo che ritengo fondamentale nel senso che tutte le innovazioni tecnologiche che ci sono state in questi anni hanno prodotto una quantità enorme di musica,  proprio perchè fare un disco è diventata una questione piuttosto “semplice”: per registrare un disco puoi farlo tranquillamente a casa tua, puoi farlo nel tuo piccolo studio di registrazione domestico e quindi vediamo una moltiplicazione della proposta e dell’offerta musicale.

Naturalmente poi c’è il nostro lavoro, un viaggio all’interno di questo “mare” e la selezione diventa fondamentale in questa fase: la radio che invita le band emergenti è per le stesse band uno strumento importante. Il problema è che non tutte le band lo fanno:  i grossi network, infatti, tendono a non dare spazio a tutto quello che è la musica nuova. Gli spazi per la musica indie sono abbastanza ridotti un po’ su tutti i mezzi di informazione.

Come avviene la selezione dei brani in radio? "Noi ascoltiamo molto: negli anni siamo diventati conoscitori di musica e riusciamo a capire dove c’è del talento e dove non. Quello che cerchiamo di fare è di dare spazio a tutto quello che merita, quindi la selezione avviene sulla base della qualità. Non ci poniamo vincoli di genere, siamo abbastanza aperti".

C’è una trasparenza nella relazione delle band con la radio, cioè i gruppi possono inviare materiale per l’ascolto ed eventualmente per la messa in onda? "Assolutamente sì. Succede quasi tutti i giorni: riceviamo una miriade di mail, una quantità industriale di richieste e di recensioni, riceviamo un sacco di dischi… personalmente ho la casa piena di dischi, è davvero molto bello anche perché capisci molte cose, ascoltando tanta della musica prodotta in Italia infatti hai davanti un quadro della situazione".

 

Modello di business, come vi sostenete

"Rock e i suoi fratelli non è nato con lo scopo di fare soldi: è nato con l’obiettivo di portare avanti le nostre passioni. Questo significa che non abbiamo delle entrate da quello che facciamo per diversi motivi: quello principale è che non ci sono sufficienti soldi nel mondo della musica indipendente e per una realtà abbastanza piccola come la nostra tutto è realizzato senza un compenso, lo facciamo gratis.
Non che noi lo facciamo in modo snob per dire “…no, non vogliamo soldi…”. No, anzi ci fossero: il problema è che è molto difficile in questo mondo trovare finanziatori, sponsor. Forse, non ci va neanche di “sporcare” il lavoro che facciamo con degli interventi economici all’interno delle trasmissioni".

 

Oltre la radio: i concerti live e le collaborazioni con i locali

Promuovere la musica indipendente per noi significa suonare dal vivo, perchè i palchi sono in realtà la parte più vera della musica. L’anno scorso abbiamo organizzato alcuni eventi e lo abbiamo fatto a modo nostro, secondo la nostra ottica musicale. Facendo trasmssioni radiofoniche, intervistando i musicisti, abbiamo tirato fuori i problemi che ci sono nel mondo della musica indipendente. Uno di questi è il rapporto che i locali hanno nei confronti di coloro che promuovono nuova musica: di base non c’è nessuna selezione sulla base della qualità ma solo sul discorso “quanta gente mi porti, quanti soldi mi fai fare, puoi fare qualsiasi genere, il resto non mi interessa...”. Quello che abbiamo voluto fare con i nostri eventi è in sostanza ribaltare questa prospettiva: abbiamo organizzato due serate al Felt Club al quartiere S.Lorenzo a Roma, dove abbiamo selezionato noi le band, non sulla base della gente che avrebbero portato ma solo sulla base della qualità, invitando le band che ci piacciono perche vogliamo che la gente ascolti.
Una cosa di cui andiamo particolarmente fieri è anche la modalità dei live: durante i live al Felt abbiamo stravolto il concetto di palcoscenico, con la band al centro della sala, non sul palco, e la gente tutta intorno con dei vantaggi per il pubblico perchè con un palco “circolare” puoi vedere la band da varie prospettive, ti puoi spostare durante il concerto ed avere diversi punti di vista in quanto non c’è più una divisione tra chi c’è sopra e chi sotto il palco, semplicemente il palco non c’è più; per le band è stato molto bello, perchè ci hanno detto che non avevano mai suonato cosi bene dal vivo come se stessero in sala prove in una disposizione circolare.
Da questi concerti al Felt Club abbiamo tratto quella che è l’evoluzione del live al Boiler Studio: non più concerti all’interno di uno studio di registrazione ma riprendere anche i concerti fatti nei locali. I video che troverete all’interno del sito web sono proprio quelli realizzati durante questi concerti.
Per il futuro siamo proiettati verso una evoluzione delle cose precedenti: siamo in questo momento partner di una rassegna di musica indipendente che si chiama La tua fottuta musica alternativa, che si svolgerà un giovedì al mese presso il Circolo degli Artisti di Roma.
La rassegna prevede due palchi, un palco elettrico ed uno acustico, cinque esibizioni di cui tre in elettrico e due in acustico: la serata vedrà l’alternarsi tra un esibizione live in elettrico seguita da una in acustico e così via".

 

Il lato economico dei concerti live

"Il discorso economico sulle serate che abbiamo fatto è il seguente: i concerti al Felt non ci hanno fatto guadagnare tanto, nel senso che l’ingresso era a pagamento ma abbiamo voluto pagare le band, abbiamo pagato le persone che ci hanno realizzato i video e quindi alla fine non è rimasto molto nelle nostre tasche, il giusto per ripagare le spese".

 

Saluti finali

"Un saluto a tutti gli amici di Promuoveremusica.it da parte di Fabio e da tutto lo staff di Rock e i suoi fratelli".

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